...nel mio mondo il cemento più saldo è quello disarmato.

giovedì 9 ottobre 2008

Dal diario dell'uomo in mutande: Teoria e Terapia.

Ernia.
Raccomandato chirurgo agopuntore vietnamita.
Appuntamento ore 7.30, studio sul lungolago.
Mattinata frizzante senza anidride carbonica aggiunta e anticipo di 15 minuti.
Brezza di marzo nelle orecchie, orecchie in ascolto al frangersi delicato delle onde lacustri.
La giornata pare cominciare nel migliore dei modi; uno di quei rari momenti in cui si ha l’impressione di vedere il mondo come potrebbe essere.
Profumo di pane, gente che lavora, senza fretta, pare spensierata, l’aria trapuntata del canto degli uccelli e il lago sveglio che mi parla come un amico.
E’ ora, entro nello studio.
La sala d’aspetto é un locale ampio e lungo stile taverna con al centro un tavolo altrettanto lungo di legno massiccio finto medioevale; troppo lungo e troppo massiccio.
Alle pareti sono fissate diverse macchinette degli anni 30 per la timbratura dei cartellini dei lavoratori e una cover strumentale dei beatles, in stile new age con tanto di sakuachi, fa da colonna sonora.
Al tavolo diverse persone raccontano quanto abbia loro giovato la tal terapia naturale piuttosto che l’altra.
Mi siedo come il primo giorno delle elementari e come allora per gli altri non esisto; per fortuna.
E’ il mio turno e invisibile entro in una porticina laterale da dove un tizio in camice chiama il mio nome.
Il tizio è il medico vietnamita di cui scordo sempre il nome e finisco per chiamare Tran Anh Hung come il regista.
Alcune domande, una breve visita, uno sguardo agli esami ma non ai referti; totale 5 minuti scarsi.


Visita + diagnosi + terapia + appuntamenti = 5 min.


Visione del mondo luminare vietnamita = 15 min.


-Sua condizione chiarissima, ma medici cattivi ordinano tanti esami che non servono.
O incapaci o disonesti. Pirati! Ecco quello che sono, io dico che pirati!
Anche giovani dottori vedono maestri comportarsi disonestamente, come ipocriti e anche loro fanno così. Medici cattivi, politici cattivi, umanità cattiva.
Destra dice che sinistra stronzi, sinistra dice che destra stronzi, hanno ragione tutti e due.
Tutti stronzi. Anche io e lei. Tutta umanità è malvagia.
Saperlo rende migliori, ma tutti malvagi.
Poi ognuno con sua intelligenza, con sua sensibilità diventa più o meno civile ma natura umana malvagia.-
Le idee del luminare mi ricordano una frase da un film di Abel Ferrara: -non siamo malvagi perché facciamo del male, ma facciamo del male perché siamo malvagi.-
E Bresson:- Il diavolo probabilmente– e anche…
…vabè, il mondo non è prefetto o non lo siamo noi.
Bicchiere mezzo pieno, bicchiere mezzo vuoto?
Teorie.
Saluto il medico.

Fuori il sole è già caldo e mi dispiace lasciare la riva del lago.
Un gatto sdraiato, con gli occhi semichiusi, si gode il fluire della vita; al riguardo pare avere le idee ben chiare.
Potessi prendere la vita come lui!

Gatto è bello.

Parto.



Aggiornamento al diario.

La diagnosi e quindi anche la cura del luminare, si sono rivelate completamente sbagliate.
Sospetto fortemente anche delle sue teorie.

Un’ amica vedendo le prescrizioni mi ha detto: -Però il nome è esotico e la scrittura elegante-
Dal canto mio avrei preferito si chiamasse Rossi, scrivesse male come tutti gli altri medici e indovinasse la cura.


Stefano Berardi


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L’uomo in mutande non scrive un racconto


Seduto sul water, da vero filosofo, si grattò contemporaneamente una natica con la penna e la testa con il taccuino, poi, mentre si concentrava sia per pensare che per farla , notò i rumori provenienti dall’esterno: il cinguettio degli uccelli, le voci dei ragazzi che giocavano, il ronzio delle falciatrici estivi insetti giganti.

Gli parve persino di sentire l’odore dell’erba appena tagliata.
Si ricordò di quand’era bambino chiuso in casa a fare i compiti e da fuori, attraverso le finestre, come adesso, arrivavano le risa degli amici e i rumori della vita.
Si ricordò anche, chissà perché, della dolcezza di sua madre; com’era dolce…
Dov’era finita adesso quella dolcezza?

Non sapeva… ed i ricordi erano vaghi, come filmini muti e sovraesposti.

Si scosse e ricominciò a concentrarsi.
“Una cosa per volta” si disse, “prima faccio la cacca, poi scrivo”.
Finita la seduta, proprio mentre voleva tornare al racconto, i rumori da fuori, lo rapirono ancora ed accostandosi alla finestra anche i colori.
L’erba e le foglie giovani erano d’un verde luminoso e uccelli e insetti sgargianti, saettavano tutt’intorno e il profumo della vita riempiva l’aria.
Ritornò ancora per un istante alla sua infanzia, all’agrodolce del ricordo, poi si scosse nuovamente.
Lui aveva falciatrici inzuppate nel cesso invece di madeleine intinte nel thè.

“Ma chi ha voglia di scrivere in una giornata così” si disse, “e con questa puzza adesso poi…
…ma chi se ne frega!”
Abbandonò penna e taccuino, s’infilò i sandali e uscì.

Passeggiando nell’erba fresca fischiettava: Fìfìfì-firifirifirifìfìfì…

Stefano Berardi



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lunedì 29 settembre 2008

Mauricio Kagel

Mauricio Kagel
Buenos Aires, 24 dicembre 1931 – Colonia, 18 settembre 2008

"I bambini imparano troppo presto le note dell'ottava e la scala cromatica.
Gli danneggia la fantasia.
Prima della scuola bisognerebbe vietare ai bambini gli strumenti temperati.
A quell'età bisogna soprattutto scoprire i rumori.
Ma tutta l'educazione musicale milita contro il rumore".




giovedì 11 settembre 2008

Ciao Mario.


Mario Rigoni Stern
Asiago, 1 novembre 1921 - Asiago, 16 giugno 2008

« spegnete la televisione e andate a giocare all'aperto, per capire le ore del giorno, per entrare nei segreti delle stagioni e, quando potete, gridate la gioia di vivere»

« Dico solo che la nostra maniera di vivere è sbagliata, che il mondo che stiamo vivendo è fatto per consumare e che il consumo consuma anche la natura. Consumando la natura, noi consumiamo l'uomo: consumiamo l'umanità.»

lunedì 8 settembre 2008

Pubblico impiego - uncut*

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere (e che brunetta non dice) e che non avete mai osato chiedere sul pubblico impiego (perché tanto si sapeva già).


A chi non è mai capitato di imbattersi in un impiegato pubblico incompetente o maleducato? Chi può dire di non essersi mai scontrato con la burocrazia di qualche Kafkiano ente pubblico? Chi non si è mai indignato scoprendo gli sprechi di qualche apparato statale?

Ben pochi, credo.

Il Pubblico impiego sta male, vi sono problemi di ogni genere e i fannulloni esistono e in quantità: chi lo nega (dipendenti pubblici, politici e sindacalisti) o è parte integrante del problema o è cieco e sordo, ma... la rivoluzione del grande inquisitore Brunetta fa acqua da tutte le parti.

Chiunque conosca dall'interno i problemi della pubblica amministrazione sa che si tratta solo di un'operazione mediatica/economica che non cambia i problemi che lo stesso Brunetta denuncia (guardandosi bene dal dire chi e come, ha ridotto il pubblico impiego in questo stato, il che equivarrebbe a denunciare soprattutto la sua stessa casta).
Per risolvere molti dei problemi di cui parla il Ministro, basterebbe far osservare le norme già esistenti.

Il Min. Brunetta, non ha, al momento, fatto alcunché di serio per risolvere tali problemi, sempre che gli interessi.

Ha però inacidito ancor di più l'opinione pubblica verso gli statali (ma non ce n'era bisogno): si è fatto la miglior campagna pubblicitaria possibile, gratis e ha trovato nuovi fondi per sanare gli incolmabili buchi del bilancio dello stato.

Scatenare lotte sociali fittizie (pubblico-privato), è una vecchia tecnica che funziona sempre: mentre mezz’Italia s’indigna contro la Pubblica Amministrazione, i veri responsabili si fanno gli affari loro.

Che cosa denuncia il Brunetta e cosa lamenta la gente?

In sostanza che nella Pubblica Amministrazione c'è un sacco di gente che ozia e che gli enti pubblici funzionano malissimo.
E chi ha mai detto il contrario?

Lo sanno tutti.
Ma se hai un problema è logico cercarne la causa (chissà come mai il ministro non lo fa?).

Vediamo dunque il perché di tale situazione, che è di una semplicità disarmante: la massima dirigenza della pubblica Amministrazione è scelta secondo criteri politico/clientelari, appunto, dai politici (Brunetta appartiene proprio a tale categoria); a cascata i problemi derivati dalle scelte di tali dirigenti in materia di appalti, organizzazione, assunzioni, ecc...

E’ ovvio che tali criteri non possono che portare a tutto tranne che alla qualità e alla trasparenza, difatti, negli anni questa prassi ha portato al bel risultato di avere un esercito di incompetenti che ha ottenuto il posto con il voto di scambio o peggio.

Dal dopoguerra ad oggi e soprattutto nel meridione, questo modo di agire ha dato solidità politica/mafiosa a molti; uno zoccolo duro di elettori.

E’ chiaro che al sud, c’era e c’è una situazione economica e culturale che permette di meglio utilizzare tale sistema che comunque è stato esportato con successo ovunque.

Se sanno tutti che è così, allora perché prendersela con l'ultimo anello della catena?

Anche questo è cristallino: perché è l'anello più debole!

Ancora qualche considerazione.

Come si sentiranno, dopo i complimenti del ministro della Pubblica Amministrazione, le persone oneste presenti nella pubblica amministrazione stessa, che già se la passano male in ambienti dalle dinamiche etiche di cui sopra?
No, ma… sai, lui quelli lì, li premia.
Davvero? E come? Andrà personalmente a sincerarsi del merito di ognuno o si affiderà ai dirigenti di ogni ente, i quali si affideranno ai capi settori e così via?

Ma siccome i dirigenti sono lì grazie ai criteri di cui sopra, chi saranno i gratificati?
Ho assistito in passato a un esperimento di premi per merito; bene, se volevate una lista dei più fannulloni, leccapiedi e raccomandati di quell'ente, eccola pronta! Corrispondente in toto alla lista dei premiati per merito (dite la verità: non ve l'aspettavate, eh?!).


In fine.

Si sente spesso dire che l'impiegato pubblico è fin troppo ben retribuito; semmai è vero per i dirigenti, non certo per l’impiegato di basso livello che arriva a mala pena alla fine del mese e la cui retribuzione è, come lui, pubblica.

Domanda: avendo un parlamento composto dai politici più assenteisti e più pagati d’Europa, zeppo di condannati in via definitiva, raccomandatori di veline, ecc. se il ministro Brunetta è in vena di crociate, perché non comincia dalla sua categoria? Chi è più pubblico impiegato di un politico? Poi potrà pretendere dagli altri.


Una versione ridotta è stata pubblicata su BSnews.it per gli amici di Beppe Grillo di Brescia, Lunedì 8 Settembre 2008

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