...nel mio mondo il cemento più saldo è quello disarmato.

mercoledì 11 aprile 2012

Nuvole di cavolfiore




















E' fatta; dopo una lunga lavorazione, il libro è finalmente pronto.
“Nuvole di cavolfiore”, una raccolta di canzoni e poesie, è il mio primo e, spero, non l’ultimo libro, se non altro perché molti brani in esso contenuti, sono legati a momenti dolorosi; mi appartengono, ma non sono il tutto. Il tempo passato da quando sono stati scritti ad ora, ha mutato molte cose, tra queste l'urgenza curativa della stesura e dell’espulsione di alcuni di essi. Ogni scritto ha un suo destino, un suo tempo e non potrebbe essere altrimenti. Se pensassi adesso alla stesura di un libro, non somiglierebbe per nulla a "Nuvole di cavolfiore", non perché non ne sia soddisfatto, anzi, ma le cose, semplicemente e fortunatamente, cambiano.

Cito Aleksej Remizov in “A spasso sui cornicioni”: 
- È possibile, anzi probabile, che tutto ciò che ho scritto sia privo di qualsiasi valore, destinato a non lasciar traccia – i n s i g n i f i c a n t e, del resto si sa, è il rischio di chi scrive! – ma ogni volta che scrivevo avevo l’impressione di fare qualcosa di importante per me stesso, e desideravo restare al mondo proprio per portare a termine a ogni costo ciò che avevo iniziato.

Per me è stato proprio così.



CAULIFLOWER CLOUDS

“Cauliflower clouds” is a collection of songs and poems, my first book,  and hopefully not last, especially because many works in it are connected to painful moments of my life. They do belong to me, but they are not the whole. Since they were first written, time has changed many things, among them the therapeutic urgency of its draft and the exclusion of some compositions . Every single work has its own destiny, its own time. Couldn’t be otherwise. If I thought now about writing a book, it wouldn’t certainly sound like “Cauliflower clouds”. Not really because I’m not happy with it, not at all! But rather because things change. Simply and luckly.

Let me quote Aleksej Remizov who wrote “Walking on cornices”: 
- It is possible, or rather probable, that everything I have written is valueless, doomed to leave no mark- M E A N I N G L E S S, but after all this is a risk run by whoever decides to be a writer!- but anytime I was writing, I had the impression of doing something important for myself, and I wanted to remain in this world just to accomplish what I had started. No matter what.
And to me that’s exactly how it worked.



Un ringraziamento particolare a Ezio Martinazzi.

Per ordinare il libro potete mandare una mail a: berardistefano@gmail.com e inviarmi l'importo tramite il bottone "Donazione" quì sotto.






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domenica 15 maggio 2011

La lingua salmistrata




















Il bugiardo mente, ma se è un politico allora lo chiamano statista.

Il ladro ruba, ma se ruba tanto allora lo chiamano capitalista.

Il servo serve, ma se scrive, allora lo chiamano giornalista.

La battona batte ma se batte con i ricchi allora la chiamano escort (se è molto brava, ministro).

Il laico che va coi bambini è pedofilo, ma se è prete allora lo chiamano complotto.

La disonestà è disonestà, ma se è la propria la chiamano sistema.

Il giudice giudica, ma se giudica un ricco allora lo chiamano comunista.

Il pirata della strada investe le persone, ma se si schianta da solo allora lo chiamano asfalto killer.

L’inceneritore inquina, ma se inquinando produce calore allora lo chiamano termovalorizzatore.

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sabato 30 aprile 2011

L'amore



L’amore è un orrido mostro colore dell’alba
con mille io e nessun altro
dispari membra e senza memoria

L’amore è un piccolo insetto d’ossidiana
affamato e ignorante
che distacca tendini e sorseggia midollo

L’amore è un sesso di vetro
putrefatto e lucente
che ti tiene sott’acqua

L’amore è un vecchio usuraio
che si prende la vita
in cambio di specchi


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sabato 19 febbraio 2011

La nera soglia






Sceso al fondo dell’abisso
ho esitato alla soglia del buio
il martirio somiglia all’idiozia
il sacrificio alla vendetta
a chi può giovare
se non a un cetaceo orgoglio




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sabato 25 dicembre 2010

Noccioli di pesca























I noccioli di pesca sono duri e felpati

I noccioli di pesca sono purpurei e sonori

sono vegetali e marini

organi ed organici

semi e balocchi

i noccioli di pesca riempiono la piscina della mia testa

che agito allegramente sonaglio di pazzo giullare

e mi danno gioia

e poi perché dovrei scusarmi

per aver scritto un semplice pensiero felice?



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lunedì 13 dicembre 2010

Voce d’acqua delle fontane di Valcamonica


















Per i sostenitori del progetto che l'avessero perso, riporto di seguito l’articolo di Sergio Gabossi riguardante il “Progetto Fontane”, pubblicato sul Giornale di Brescia di mercoledì 8 dicembre 2010, a pag. 22.

In merito all'articolo, è però opportuno fare alcune precisazioni, in particolare dove si dice: «Tecnicamente andiamo alla ricerca del cosiddetto rumore bianco, quel fruscio di base che spesso è coperto da una miriade di altri rumori». In realtà il rumore bianco, semplificando, è la somma di tutti  i rumori possibili, quindi udibile come un fruscio e percepito come un disturbo. In sostanza, proprio quello che cerchiamo di evitare durante le registrazioni.
Inoltre, tra gli obiettivi della nostra attività, esposti nel Progetto pubblicato su questo blog e sul profilo del gruppo Facebook, non compare quello di fare un censimento delle fontane camune, cosa peraltro interessante e utile, ma per la quale occorrerebbero qualifiche di cui non disponiamo. Insomma, a ognuno il proprio compito.
Infine, il gruppo è costituito per la precisione da Stefano Berardi, Ezio Martinazzi e Carlo Giordani.
A supporto di questo nucleo si sono avvicendati via via amici e sostenitori; l’elenco, con i relativi ringraziamenti, vorremmo pubblicarlo a fine lavori.
Fatte le opportune precisazioni, vorrei ringraziare Sergio Gabossi, giornalista e non tecnico del settore, per il suo articolo corposo (quasi un’intera pagina del quotidiano bresciano) e appassionato. Gabossi, che ha anche promesso di accompagnarci in una delle nostre uscite in notturna, ha colto perfettamente lo spirito del progetto e lo ha fatto in maniera generosa e disinteressata, affascinato semplicemente dall’idea che vi è sottesa. Bello sapere che ci sono ancora persone in grado di compiere gesti per pura passione. Grazie ancora Sergio!
Approfitto per comunicare che chiunque sia interessato al “Progetto Fontane” può liberamente aggregarsi al nostro gruppo in occasione delle uscite che verranno di volta in volta segnalate sulla bacheca di Facebook.



GIORNALE DI BRESCIA – mercoledì 8 dicembre 2010, pag. 22

Voce d’acqua delle fontane di Valcamonica

Il singolare lavoro di Stefano Berardi che registra i suoni di zampilli e lavatoi.


Hanno la passione dei suoni d’acqua alla ricerca della vibrazione perfetta.
Poi, con un impianto ad altissima fedeltà, riproducono la «voce» di ogni fontana, sapendo che l’effetto è quello di un timbro unico e inconfondibile: è il canto delle fontane.
Stefano Berardi e la sua squadra di «ascoltatori» del suono si sono spinti verso una singolare sperimentazione: hanno cercato le fontane più antiche della Valcamonica, ne hanno ascoltato il «canto» creando un «magazzino» coi rumori dell’acqua perché «un suono come quello prodotto da una fontana pubblica è unico e inavvertitamente influenza la vita di chi nasce e vive in quel luogo», spiega Stefano.
Insieme a Carlo Giordani, Ezio Martinazzi e Alessandro Romele, ha visitato contrade, piazze e vicoli partendo da Cerveno,passando da Ono San Pietro, Lozio, Pescarzo e Angolo Terme alla ricerca di fontane da ascoltare.
Qualcuno li ha visti arrivare – istrionici ghostbusters con le cuffie – curvi sotto cavalletti e rotoli di cavi, piazzare a filo d’acqua i loro «microfoni direzionali large-condensed» e sistemarsi in prima fila per ascoltare il concerto. «Scegliamo soltanto quelle a getto continuo, le più antiche e significative», spiega Stefano.
«Finora ne abbiamo ascoltate almeno un centinaio e di ciascuna abbiamo salvato cinque minuti di registrazione. Tecnicamente andiamo alla ricerca del cosiddetto rumore bianco, quel fruscio di base che spesso è coperto da una miriade di altri rumori».
Stefano spiega che l’impianto di registrazione è una sorta di sismografo e trasmette in cuffia anche ogni minima vibrazione estranea, dalla folata di vento al tintinnio di una chiave.
«Quando dobbiamo lavorare su fontane che si trovano su strade particolarmente trafficate ci andiamo di notte e ascoltare il canto dell’acqua al chiaro di luna ha tutto un altro fascino».
Il loro lavoro è romanticismo allo stato puro: non hanno finanziatori, nessun appoggio economico da enti pubblici o comprensoriali.
Stefano garantisce che la voce delle fontane della Vallecamonica finirà in un cd perché «se tra qualche anno le fontane pubbliche saranno scomparse e l’acqua non sarà più un bene pubblico come è oggi, avremo almeno il ricordo del loro suono». La singolare iniziativa è senza dubbio molto interessante... da valorizzare.

Sergio Gabossi




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