...nel mio mondo il cemento più saldo è quello disarmato.

mercoledì 29 settembre 2010

La musica orizzontale - (Appunti progetto)






Il progetto mira a produrre una musica che possa definirsi della società e dalla società prodotta; tutti contribuiscono alla sua creazione, consapevolmente o meno, ma nessuno ne ha il controllo definitivo.
Alcuni sono coscienti dei risultati che le proprie azioni producono, altri no, alcuni agiscono di conseguenza, altri altri no.
La volontà dell’individuo è importante ma non può imporsi sulla maggioranza; nessuno può determinare il prodotto ultimo che sarà dato dalla somma dei comportamenti di ognuno.
In questo senso sarà una rappresentazione sonora di anarcodemocrazia, un fonogramma del “peso” dei singoli e del prodotto della “massa”.
L’intera superficie della piazza viene coperta da pannelli calpestabili ognuno dei quali è una bilancia.
Tutti i pannelli/bilance sono collegati ad un calcolatore che ne coordina i rilevamenti e di conseguenza produce i suoni relativi ai parametri selezionati.
Il numero di persone che si trovano su un pannello produrrà un particolare evento sonoro che varierà in conseguenza dell’aumentare o diminuire del numero di persone (peso) presenti sul pannello stesso.
Essendo la piazza un luogo sia di stazionamento sia di transito, i suoni saranno in continuo movimento/mutamento producendo così una vera e propria composizione; la musica orizzontale.
I suoni prodotti dalle singole pese sono naturalmente da determinare così come l’apparecchiatura di produzione del suono e altri parametri.
I suoni potrebbero variare solo a seconda del peso oppure ogni pesa potrebbe avere caratteristiche differenti dalle altre.


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martedì 31 agosto 2010

Soli di Notte

















Un varco d’azzurro cemento

tra neri dorsi di monti

e su

un Leopardi che sgretola stelle

notturno di certezze ingombro.


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mercoledì 4 agosto 2010

Progetto Fontane



















Origine

Il progetto nasce nel paese di Cerveno (Bs), luogo nel quale è difficile trovare un punto da cui non si possa udire il canto di una fontana e nel quale ho trascorso gran parte dell’infanzia.
In posti così, il suono delle fontane accompagna e culla gli abitanti giorno e notte, senza interruzione per tutta la vita e, io credo, diventa parte integrante delle persone e ne influenza il vivere.
Da queste riflessioni l’idea di preservare il suono delle fontane.


Attività

Il lavoro consiste nel visitare la Valle Camonica, area nella quale è circoscritto il progetto, alla ricerca di fontane interessanti dal punto di vista estetico e sonoro, escludendo quelle più recenti o d’arredo urbano, e registrandone il “canto”. Il tutto dovrebbe concretizzarsi in un cd audio.


Riflessioni

Le fontane interessate sono quelle civili, quelle che, come i fari ad esempio, sono in via d’estinzione; obsolete per lo scopo che le ha generate. Ormai non si costruiscono quasi più fontane d’uso, molte vengono soppresse, altre lasciate andare in rovina e, se è vero che in futuro si faranno addirittura guerre per l’acqua, probabilmente le fontane verranno chiuse o abbattute; certo non saranno più con l’acqua corrente di libero e costante accesso.
La fontana pubblica contiene già nel nome la sua natura di condivisione, di bene comune, che è il contrario della privatizzazione, della proprietà, del lucro. La vita stessa, le strategie di sopravvivenza e le esigenze pratiche comuni, ci spingono a coalizzarci come umanità, a condividere, come se questo fosse il flusso naturale delle cose ed ogni forma di esclusività e di chiusura, andassero controcorrente.


Metodo

Sì è optato per la registrazione da molto vicino (Macro), poiché esalta le peculiarità di ogni soggetto. La registrazione a distanza coincide al ricordo sonoro che si ha della fontana, ma la spersonalizza in quanto allontanandosi dalla “fonte sonora”, ci si avvicina al fruscio (rumore bianco), con l'ulteriore conseguenza che tutte le registrazioni si assomigliano.
Per quanto si è detto, alle registrazioni macro se ne aggiungeranno altre a maggiore distanza, per catturare anche l’ambiente e preservare in maniera più realistica il suono della fontana com’è impresso nella memoria collettiva.
Il canto della fontana risente di molti fattori oltre a quelli inerenti al modo di registrarlo; basta variare leggermente il flusso o il livello dell’acqua nella vasca e di conseguenza anche il suono muta. Anche le condizioni climatiche influiscono sui risultati ma di tutti questi fattori poco importa, poiché lo stesso discorso vale, ad esempio, anche per la registrazione di un violino. Ciò che importa è preservare il “canto” della fontana nella sua essenza.


Linee guida

• la fascinazione per le sonorità delle fontane;

• il lavoro sul preservare la memoria auditiva;

• la fontana come simbolo di condivisione e di tutela dell'acqua come bene comune.


Crediti

Progetto di: Stefano Berardi.

Gruppo Fontane costituito da: Stefano Berardi, Ezio Martinazzi, Piero Villa.


Info

berardistefano@gmail.com

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venerdì 9 luglio 2010

Simmetria scalena




Le dita a metà tagliate per lungo
Mezze le unghie, le ossa, le vene
Il pensiero reciso proprio nel centro

La voce spezzata, la lingua spezzata
Le braccia, le gambe,
Gli organi interni tagliati a metà

Metà le interiora, metà i due polmoni
Metà di sangue, ma non cola giù

Un nome in sezione che non si legge
Un nome in sezione che non si regge da sè

Respiro a metà, vedo a metà, capisco a metà
mangio metà quantità

Mezze le carni, mezzo l’odore
Mezza pupilla, mezzo il colore
Mezzi gli orecchi, mezzo il rumore
Mezzo anche il seme e mezzo il sapore

Ma non mezzo il dolore


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lunedì 26 aprile 2010

34



 




















All’inizio era un tenero fagotto dagli occhi dolci, lo trovammo per caso e subito lo curammo amorevolmente.
Ci guardava colmo di aspettative e di devozione, come fossimo due onnipotenti divinità orientali.
I giorni mutavano uno nell’altro, l’amore aveva semplicemente cancellato il tempo.
Si dice che la felicità si comprende solo quando finisce; per noi non era così, la percepivamo in ogni istante, eravamo immersi in essa e ce ne nutrivamo per osmosi.
Come un portafortuna, il piccolo animale accompagnava quel nostro tempo senza tempo.
Non so dire con certezza come o perché avvenne il cambiamento, so soltanto che nonostante continuassi a nutrire e accudire la bestiola con la stessa passione, il suo aspetto peggiorava.
Ogni giorno il pelo diveniva più ispido, il corpo s’ingrossava a velocità anormale e il suo sguardo mutò, prima da docile a indifferente, poi, a tratti, mi parve persino di notare dell’astio nei suoi occhi.
Fu allora che l’incantesimo cominciò a incrinarsi e il tempo riprese a scorrere.
Ero turbato, non riuscivo a spiegarmi quelle trasformazioni, fino a quando una notte mi svegliai inquieto, scoprendomi solo nel letto.
Alzandomi per cercare il mio amore la vidi dalla finestra, giù nel cortile, andare verso il granaio dov’era legata la bestia.
Erano gli ultimi giorni d’estate, la luna quasi piena, alta, in un cielo innaturalmente limpido.
Lei avanzava nuda nell’azzurro lunare, senza lasciare impronte, spaventosa e bellissima.
In seguito la vidi ogni notte; non ho mai saputo con cosa nutrisse l’essere ormai irriconoscibile che un tempo era stato il nostro affettuoso amuleto.
Cessai ogni cura e per mesi non aprii più nemmeno la porta dov’era rinchiuso.
Talvolta da dietro le tavole di legno provenivano suoni orribili che fingevo di non udire.
Solo una volta rividi l‘animale.
Verso la metà dell’inverno salii sul tetto della stalla per sistemare alcune tegole sconnesse e da un asse divelta dalla parete del granaio, vidi al suo interno.
Svenni, e restai riverso là sopra per alcune ore.
Quando rinvenni, ero ancora preda di un terrore paralizzante.
Ci vollero diverse decine di minuti prima che trovassi la forza di alzarmi e scendere a terra.
Il cielo è gelido e terso e anche stanotte la luna è quasi piena.
Non dormo; tra poco il mio amore si alzerà e per l’ultima volta, medusa di cobalto, fluttuerà verso il granaio.
Sotto il letto, il fucile di mio padre è carico; due cartucce.
E’ quasi ora, spero di averne il coraggio.
Amore mio.

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domenica 4 aprile 2010

San Glisente e Subito energia




 


Segnalo l’uscita di due ottimi CD, “San Glisente” di Carlo Giordani e “Subito energia”, di WK569 (Federico Troncatti - Piero Villa - Ezio Martinazzi).
Questi due lavori diversissimi tra loro, entrambi provvisti di non comodissime ma pregevoli confezioni, sono frutto della passione di alcuni amici; nel primo caso si tratta di Field Recording, nel secondo invece di Musica Elettronica.

Come riportano le note interne alla custodia, “Sanglisente potrebbe essere definito una fotografia sonora, o, meglio, un documentario senza immagini: si tratta infatti di registrazioni sul campo […] effettuate col preciso intento di catturare suoni e paesaggi sonori”. Tali registrazioni sono state effettuate dall’amico Carlo Giordani (con la collaborazione di Ezio Martinazzi) sul “monte San Glisente, antichissimo luogo di culto, posto a 1956 metri di altezza […] sull'abitato di Berzo Inferiore (BS). [...]Luogo di insolita semplicità e bellezza [...]”.
Per coloro che conservano nel proprio patrimonio di ricordi i suoni delle montagne, della malghe, dei pastori, mucche, mosche, erba, cani, nuvole… insomma tutti quei rumori tipici delle esperienze sonore alpine, questo disco sarà sicuramente di grande interesse; addirittura commovente. Per chi ne è privo questa “musica”, sarà un nuovo territorio da esplorare (non è ancora troppo tardi per farlo fisicamente) che riserverà parecchie sorprese anche agli ascoltatori più esigenti, grazie alla grande qualità sonora della registrazione che riproduce dettagli incredibilmente realistici. A questo indirizzo: http://alink2thepast.blogspot.com/2010/03/una-lunga-gestazione.html , trovate tutte le informazioni utili.

Per quanto riguarda “Subito energia” le spiegazioni tecniche restano in sospeso poiché si tratta, a mio parere, di una sorta di CD/ricognitore lanciato in uno spazio sonoro-compositivo inesplorato; questo spiega l’assenza di note esplicative all’interno della confezione.
Se tale assenza penalizza la piena comprensione del lavoro, non ne limita il fascino. L’ascolto di questa “generazione elettronica in tempo reale con editing sottrattivo in tempo differito”evoca una musica aliena, come provenisse appunto da un mo(n)do “altro”, diverso, di concepire, combinare e forse anche percepire i suoni; perdersi in essa dà l’ebbrezza di un viaggio nel cosmo. Nell’attesa di futuri sviluppi credo che per chi cerca nella musica qualcosa di nuovo, non prevedibile o scontato, per chi ama smarrirsi dentro insoliti mondi sonori, l’ascolto di “Subito energia” darà parecchie soddisfazioni. Ecco la mail per richiederlo e l’indirizzo myspace per ascoltarne un frammento: posta@wk569.eu - http://www.myspace.com/wk569

Buona degustazione.