...nel mio mondo il cemento più saldo è quello disarmato.

sabato 10 gennaio 2009

Discorso tipico dello schiavo














Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura, è di far credere che sia l’unica cultura, e invece è semplicemente la peggiore.
Gli esempi sono nel cuore di ognuno, ad esempio, il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni la settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Coma si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto e della macchinetta?
Mentre fino a ieri credevo che mi avessero fatto un piacere dandomi un lavoro, da oggi penso -“Pensa questi bastardi, che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrò un’altra, ho solo questa, e loro mi fanno andare a lavorare cinque, sei giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno per fare cosa? Come si fa in un giorno a costruire la vita?”.
Intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero, perché se no, anche se un giorno la porta sarà aperta, lui non vorrà uscire.
Deve sempre pensare con una coscienza perfetta -“Questi stanno rubandomi la vita in cambio di millecinquecento euro al mese, bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile”.
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere settantasette miliardi e un essere umano , millecinquecento euro al mese, bene che vada.
Secondo me poi, siccome con le nuove tecnologie i profitti sono aumentati almeno cento volte, l’orario di lavoro doveva diminuire almeno dieci volte; invece no!
L’orario di lavoro è rimasto intatto.
Oggi so, che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla natura.
Pensa alla cosa più bella che la natura propone, che è quella, mettiamo, di fare l’amore.
 Immagina che tu viva in un sistema politico, economico e sociale in cui le persone siano obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l’amore otto ore al giorno; sarebbe una vera tortura!
E quindi perché non deve essere la stessa cosa per il lavoro che non è esattamente più gradevole che fare l’amore?
La gente va a lavorare sei giorni la settimana, certo ho il mitra alla nuca e lo faccio, perché faccio il discorso -”meglio leccare il pavimento o morire? Meglio leccare il pavimento!”.
Ma quello che è orrendo in questa cultura, è che leccare il pavimento è diventata addirittura un’aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso, che una persona debba andare a lavorare otto ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?
Tutto ciò è oggettivamente mostruoso, ma laddove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è effettivamente mostruoso.

Intervistatore
-Si va bene, ma ormai è irreversibile la situazione.

Silvano Agosti
Tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime, perché è tipico dello schiavo.
Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte.
Perché lo schiavo, non è tanto quello che ha la catena al piede, quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso, quando Galileo ha enunciato che era la terra a girare intorno al sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto -“Eh sì, sono ventidue secoli che tutti dicono che è il sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata! E come farai a spiegarlo a tutti gli esseri umani?”
-“Non è affar mio, signori!”
-“Allora guarda, noi, intanto, ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose”.
Perché tutto l’occidente vive in un’area di beneficio? Perché sta rubando otto decimi dei beni del resto del mondo.
Non è che noi stiamo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina, no! è un sistema politico che sa rubare otto decimi a tre quarti di mondo e che da un po’ di benessere a un quarto di mondo, che siamo noi.
Quindi, signori miei, o ci si sveglia o si fa finta di dormire o bisogna accorgersi che siete tutti morti.

Silvano Agosti 

giovedì 11 dicembre 2008

100




Oggi Manoel De Oliveira ha compiuto 100 anni, auguri!

Di seguito la sua incredibile filmografia* tra cui mi permetto di consigliare almeno quattro film segnati in rosso:


1931: Douro, lavoro fluviale (Douro, faina fluvial)
1932: Ulha Branca, documentario

1932: Estatuas de Lisboa, documentario

1938: Ja se fabricam automoveis em Portugal, documentario

1938: Miramar, praia das rosas, documentario

1939: Famalicão, documentario

1942: Aniki Bóbó

1956: Il pittore e la città (O pintor e a cidade)

1958: O coração, documentario incompiuto

1959: Il pane (O pão), documentario

1959: Ai quadri di mio fratello Giulio (As pinturas do meu irmão Julio)

1963: Atto di primavera (Acto da primavera)

1963: La caccia (A caça)

1964: Vila verdinho, documentario

1971: Passato e presente (O pasado e o presente)

1975: Benilde o la Vergine madre (Benilde ou a Virgem-mãe)

1978: Amor di perdizione (Amor de Perdição)

1981: Francisca

1982: Conversazione privata (Visita, ou Memorias e confissões)

1982: Lisboa cultural, documentario

1983: Nice... A propos de Jean Vigo, documentario

1984: Reflexão de Manuel Casimiro - A proposito da bandeira nacional

1985: Le soulier de satin

1986: Mon cas

1988: I cannibali (Os Canibais)

1990: No, o La folle gloria del comando (Non ou a vã gloria de mandar)

1991: La divina commedia (A divina comédia)

1992: O dia do desespeo

1993: La valle del peccato (Vale Abraão)

1994: A Caixa

1995: I misteri del convento (O Convento)

1996: Party

1997: Viaggio all'inizio del mondo (Viagem ao principio do mundo)

1998: Inquietudine (Inquietude)

1999: La lettera (A Carta / La Lettre) di cui realizza solo la regia

2000: Parola e Utopia (Palavra e Utopia)

2001: Ritorno a casa (Je Rentre à la Maison)

2001: Porto da Minha Infância, documentario

2002: Il principio dell'incertezza (O Principio da Incerteza)

2002: Momento, uscito direttamente in Home Video

2003: Un film parlato (Um Filme Falado)

2004: Il Quinto Impero - Ieri come oggi (O Quinto Império - Ontem como Hoje)

2005: Specchio magico (Espelho magico)

2005: Do Visível ao Invisível

2006: Bella sempre (Belle toujours)

2006: O Improvável Não é Impossível

2007: Chacun son cinéma ou Ce petit coup au coeur quand la lumière s'éteint et que le film commence

2007: Cristóvão Colombo - O Enigma

2008: O Vitral e a Santa Morta

2008: Romance de Vila do Conde

2009: Singularidades de uma Rapariga Loira, in produzione


* da Wikipedia

martedì 25 novembre 2008

Holodomor - Голодомор



Oggi, 25 Novembre 2008, ricorre il 75° anniversario dell'Holodomor, la carestia pianificata da stalin nel biennio 1932/33 per sopprimere la popolazione Ucraina, che causò la morte di 7/10 milioni di persone per fame e di cui in Italia quasi nessuno sa nulla.
Il governo Ucraino chiede che l'holodomor sia riconosciuto come genocidio in quanto fatto intenzionale volto a sopprimere le rivolte contadine contro l'oppressione e lo sfruttamento da parte del governo sovietico.
A favore di questa tesi vi sono quantità impressionanti di testimonianze e prove, alcune delle quali provenienti direttamente dagli archivi governativi dell'ex Unione Sovietica, aperti dopo il crollo del regime comunista.
Nonostante ciò il governo Russo nega l'intenzionalità dell'holodomor liquidando il fatto come frutto di una politica agricola sbagliata, ma involontaria.

Il parlamento europeo lo ha riconosciuto "Crimine contro l'umanità".

Consiglio la lettura del libro di Robert Conquest, "Raccolto di Dolore - collettivizzazione sovietica e carestia terroristica" ed. fondazione liberal - euro 20.

Interessante anche la voce holodomor su wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Holodomor



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La porta dell'Ucraina
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giovedì 16 ottobre 2008

Nello stagno di piombo

Nello stagno di piombo, alcune rane di rame guardavano invidiose leggere libellule legger libri librandosi nei loro cappotti di peltro e dicevano: -potessimo aver noi dei cappotti così belli, chissà come salteremmo in alto!-
Ma altre rane non eran d’accordo: -in alto sì, ma non nello stagno; i cappotti di peltro vi terrebbero a galla e non potreste più fare il bagno!-
Non badavano a loro una cavalletta d’ottone e un grillo di ghisa che sul limitar della lamiera limavano lame di luna.
Nella sera brunita s’azzardò la formica: -invece di dire sciocchezze pensate a cromare le vostre sconcezze!-
Dal fosco del bosco un gufo di ruggine losco spiava la scena con occhi tondini da rami nascosto.
Intermittenti come ferri roventi, lucciole sbronze di bronzo volavano a zonzo.
Tutti i paraggi eran zeppi d’ortaggi, grano tornito e ingranaggi, viti senz’uva e senza bulloni, chiodi spuntati a regger covoni.
Piena di fili spinati d’erba appuntita, la campagna d’acciaio era proprio un vespaio…
...se ci vai, attento alle dita!

Stefano berardi


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sabato 11 ottobre 2008

Soggiorno in Ucraina



Presto pubblicherò il mio primo libro dal titolo (provvisorio) "Soggiorno in Ucraina".


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Molokò
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giovedì 9 ottobre 2008

Dal diario dell'uomo in mutande: Teoria e Terapia.

Ernia.
Raccomandato chirurgo agopuntore vietnamita.
Appuntamento ore 7.30, studio sul lungolago.
Mattinata frizzante senza anidride carbonica aggiunta e anticipo di 15 minuti.
Brezza di marzo nelle orecchie, orecchie in ascolto al frangersi delicato delle onde lacustri.
La giornata pare cominciare nel migliore dei modi; uno di quei rari momenti in cui si ha l’impressione di vedere il mondo come potrebbe essere.
Profumo di pane, gente che lavora, senza fretta, pare spensierata, l’aria trapuntata del canto degli uccelli e il lago sveglio che mi parla come un amico.
E’ ora, entro nello studio.
La sala d’aspetto é un locale ampio e lungo stile taverna con al centro un tavolo altrettanto lungo di legno massiccio finto medioevale; troppo lungo e troppo massiccio.
Alle pareti sono fissate diverse macchinette degli anni 30 per la timbratura dei cartellini dei lavoratori e una cover strumentale dei beatles, in stile new age con tanto di sakuachi, fa da colonna sonora.
Al tavolo diverse persone raccontano quanto abbia loro giovato la tal terapia naturale piuttosto che l’altra.
Mi siedo come il primo giorno delle elementari e come allora per gli altri non esisto; per fortuna.
E’ il mio turno e invisibile entro in una porticina laterale da dove un tizio in camice chiama il mio nome.
Il tizio è il medico vietnamita di cui scordo sempre il nome e finisco per chiamare Tran Anh Hung come il regista.
Alcune domande, una breve visita, uno sguardo agli esami ma non ai referti; totale 5 minuti scarsi.


Visita + diagnosi + terapia + appuntamenti = 5 min.


Visione del mondo luminare vietnamita = 15 min.


-Sua condizione chiarissima, ma medici cattivi ordinano tanti esami che non servono.
O incapaci o disonesti. Pirati! Ecco quello che sono, io dico che pirati!
Anche giovani dottori vedono maestri comportarsi disonestamente, come ipocriti e anche loro fanno così. Medici cattivi, politici cattivi, umanità cattiva.
Destra dice che sinistra stronzi, sinistra dice che destra stronzi, hanno ragione tutti e due.
Tutti stronzi. Anche io e lei. Tutta umanità è malvagia.
Saperlo rende migliori, ma tutti malvagi.
Poi ognuno con sua intelligenza, con sua sensibilità diventa più o meno civile ma natura umana malvagia.-
Le idee del luminare mi ricordano una frase da un film di Abel Ferrara: -non siamo malvagi perché facciamo del male, ma facciamo del male perché siamo malvagi.-
E Bresson:- Il diavolo probabilmente– e anche…
…vabè, il mondo non è prefetto o non lo siamo noi.
Bicchiere mezzo pieno, bicchiere mezzo vuoto?
Teorie.
Saluto il medico.

Fuori il sole è già caldo e mi dispiace lasciare la riva del lago.
Un gatto sdraiato, con gli occhi semichiusi, si gode il fluire della vita; al riguardo pare avere le idee ben chiare.
Potessi prendere la vita come lui!

Gatto è bello.

Parto.



Aggiornamento al diario.

La diagnosi e quindi anche la cura del luminare, si sono rivelate completamente sbagliate.
Sospetto fortemente anche delle sue teorie.

Un’ amica vedendo le prescrizioni mi ha detto: -Però il nome è esotico e la scrittura elegante-
Dal canto mio avrei preferito si chiamasse Rossi, scrivesse male come tutti gli altri medici e indovinasse la cura.


Stefano Berardi


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