...nel mio mondo il cemento più saldo è quello disarmato.

giovedì 9 ottobre 2008

L’uomo in mutande non scrive un racconto


Seduto sul water, da vero filosofo, si grattò contemporaneamente una natica con la penna e la testa con il taccuino, poi, mentre si concentrava sia per pensare che per farla , notò i rumori provenienti dall’esterno: il cinguettio degli uccelli, le voci dei ragazzi che giocavano, il ronzio delle falciatrici estivi insetti giganti.

Gli parve persino di sentire l’odore dell’erba appena tagliata.
Si ricordò di quand’era bambino chiuso in casa a fare i compiti e da fuori, attraverso le finestre, come adesso, arrivavano le risa degli amici e i rumori della vita.
Si ricordò anche, chissà perché, della dolcezza di sua madre; com’era dolce…
Dov’era finita adesso quella dolcezza?

Non sapeva… ed i ricordi erano vaghi, come filmini muti e sovraesposti.

Si scosse e ricominciò a concentrarsi.
“Una cosa per volta” si disse, “prima faccio la cacca, poi scrivo”.
Finita la seduta, proprio mentre voleva tornare al racconto, i rumori da fuori, lo rapirono ancora ed accostandosi alla finestra anche i colori.
L’erba e le foglie giovani erano d’un verde luminoso e uccelli e insetti sgargianti, saettavano tutt’intorno e il profumo della vita riempiva l’aria.
Ritornò ancora per un istante alla sua infanzia, all’agrodolce del ricordo, poi si scosse nuovamente.
Lui aveva falciatrici inzuppate nel cesso invece di madeleine intinte nel thè.

“Ma chi ha voglia di scrivere in una giornata così” si disse, “e con questa puzza adesso poi…
…ma chi se ne frega!”
Abbandonò penna e taccuino, s’infilò i sandali e uscì.

Passeggiando nell’erba fresca fischiettava: Fìfìfì-firifirifirifìfìfì…

Stefano Berardi



Creative Commons License
L’uomo in mutande non scrive un racconto by Stefano Berardi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

lunedì 29 settembre 2008

Mauricio Kagel

Mauricio Kagel
Buenos Aires, 24 dicembre 1931 – Colonia, 18 settembre 2008

"I bambini imparano troppo presto le note dell'ottava e la scala cromatica.
Gli danneggia la fantasia.
Prima della scuola bisognerebbe vietare ai bambini gli strumenti temperati.
A quell'età bisogna soprattutto scoprire i rumori.
Ma tutta l'educazione musicale milita contro il rumore".




giovedì 11 settembre 2008

Ciao Mario.


Mario Rigoni Stern
Asiago, 1 novembre 1921 - Asiago, 16 giugno 2008

« spegnete la televisione e andate a giocare all'aperto, per capire le ore del giorno, per entrare nei segreti delle stagioni e, quando potete, gridate la gioia di vivere»

« Dico solo che la nostra maniera di vivere è sbagliata, che il mondo che stiamo vivendo è fatto per consumare e che il consumo consuma anche la natura. Consumando la natura, noi consumiamo l'uomo: consumiamo l'umanità.»

lunedì 8 settembre 2008

Pubblico impiego - uncut*

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere (e che brunetta non dice) e che non avete mai osato chiedere sul pubblico impiego (perché tanto si sapeva già).


A chi non è mai capitato di imbattersi in un impiegato pubblico incompetente o maleducato? Chi può dire di non essersi mai scontrato con la burocrazia di qualche Kafkiano ente pubblico? Chi non si è mai indignato scoprendo gli sprechi di qualche apparato statale?

Ben pochi, credo.

Il Pubblico impiego sta male, vi sono problemi di ogni genere e i fannulloni esistono e in quantità: chi lo nega (dipendenti pubblici, politici e sindacalisti) o è parte integrante del problema o è cieco e sordo, ma... la rivoluzione del grande inquisitore Brunetta fa acqua da tutte le parti.

Chiunque conosca dall'interno i problemi della pubblica amministrazione sa che si tratta solo di un'operazione mediatica/economica che non cambia i problemi che lo stesso Brunetta denuncia (guardandosi bene dal dire chi e come, ha ridotto il pubblico impiego in questo stato, il che equivarrebbe a denunciare soprattutto la sua stessa casta).
Per risolvere molti dei problemi di cui parla il Ministro, basterebbe far osservare le norme già esistenti.

Il Min. Brunetta, non ha, al momento, fatto alcunché di serio per risolvere tali problemi, sempre che gli interessi.

Ha però inacidito ancor di più l'opinione pubblica verso gli statali (ma non ce n'era bisogno): si è fatto la miglior campagna pubblicitaria possibile, gratis e ha trovato nuovi fondi per sanare gli incolmabili buchi del bilancio dello stato.

Scatenare lotte sociali fittizie (pubblico-privato), è una vecchia tecnica che funziona sempre: mentre mezz’Italia s’indigna contro la Pubblica Amministrazione, i veri responsabili si fanno gli affari loro.

Che cosa denuncia il Brunetta e cosa lamenta la gente?

In sostanza che nella Pubblica Amministrazione c'è un sacco di gente che ozia e che gli enti pubblici funzionano malissimo.
E chi ha mai detto il contrario?

Lo sanno tutti.
Ma se hai un problema è logico cercarne la causa (chissà come mai il ministro non lo fa?).

Vediamo dunque il perché di tale situazione, che è di una semplicità disarmante: la massima dirigenza della pubblica Amministrazione è scelta secondo criteri politico/clientelari, appunto, dai politici (Brunetta appartiene proprio a tale categoria); a cascata i problemi derivati dalle scelte di tali dirigenti in materia di appalti, organizzazione, assunzioni, ecc...

E’ ovvio che tali criteri non possono che portare a tutto tranne che alla qualità e alla trasparenza, difatti, negli anni questa prassi ha portato al bel risultato di avere un esercito di incompetenti che ha ottenuto il posto con il voto di scambio o peggio.

Dal dopoguerra ad oggi e soprattutto nel meridione, questo modo di agire ha dato solidità politica/mafiosa a molti; uno zoccolo duro di elettori.

E’ chiaro che al sud, c’era e c’è una situazione economica e culturale che permette di meglio utilizzare tale sistema che comunque è stato esportato con successo ovunque.

Se sanno tutti che è così, allora perché prendersela con l'ultimo anello della catena?

Anche questo è cristallino: perché è l'anello più debole!

Ancora qualche considerazione.

Come si sentiranno, dopo i complimenti del ministro della Pubblica Amministrazione, le persone oneste presenti nella pubblica amministrazione stessa, che già se la passano male in ambienti dalle dinamiche etiche di cui sopra?
No, ma… sai, lui quelli lì, li premia.
Davvero? E come? Andrà personalmente a sincerarsi del merito di ognuno o si affiderà ai dirigenti di ogni ente, i quali si affideranno ai capi settori e così via?

Ma siccome i dirigenti sono lì grazie ai criteri di cui sopra, chi saranno i gratificati?
Ho assistito in passato a un esperimento di premi per merito; bene, se volevate una lista dei più fannulloni, leccapiedi e raccomandati di quell'ente, eccola pronta! Corrispondente in toto alla lista dei premiati per merito (dite la verità: non ve l'aspettavate, eh?!).


In fine.

Si sente spesso dire che l'impiegato pubblico è fin troppo ben retribuito; semmai è vero per i dirigenti, non certo per l’impiegato di basso livello che arriva a mala pena alla fine del mese e la cui retribuzione è, come lui, pubblica.

Domanda: avendo un parlamento composto dai politici più assenteisti e più pagati d’Europa, zeppo di condannati in via definitiva, raccomandatori di veline, ecc. se il ministro Brunetta è in vena di crociate, perché non comincia dalla sua categoria? Chi è più pubblico impiegato di un politico? Poi potrà pretendere dagli altri.


Una versione ridotta è stata pubblicata su BSnews.it per gli amici di Beppe Grillo di Brescia, Lunedì 8 Settembre 2008

Creative Commons License
Pubblico impiego by Stefano Berardi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Permissions beyond the scope of this license may be available at http://uomoinmutande.blogspot.com/.

martedì 26 agosto 2008

Physiologus


*Physiologus 1: Il Proteo

Alcuni giorni fa, di rientro da un viaggio in Ucraina, ho fatto tappa in Slovenia per visitare le famose grotte di Postumia (Postojna in sloveno).

Un trenino porta i visitatori lungo un percorso di un paio di chilometri all’interno della grotta, fino ad uno spiazzo dove avviene uno smistamento per provenienza o meglio per lingua: il gruppo di fronte al cartello ITALIANO è il più numeroso.

La guida, con un accento alla Gustav Thöni, ci fornisce alcune informazioni utili e ci raccomanda di non fare fotografie con il flash, poiché la sua luce è l’innesco per la fotosintesi di alcuni muschi che possono compromettere sia il delicato ecosistema della grotta e dei suoi abitanti, sia l’aspetto estetico. Per questo motivo, per l’illuminazione del percorso sono state usate speciali lampade a luce fredda. Ci Spiega anche che la continua violazione di questa raccomandazione obbliga la sovrintendenza a periodiche, costose e delicate operazioni di pulizia della grotta.

Si prosegue poi a piedi lungo un percorso guidato di circa un chilometro e mezzo. Mi precede un gruppetto di ragazzi intorno ai trent’anni, uno dei quali scatta una quantità impressionante di fotografie, tutte rigorosamente con il flash. Una ragazza del gruppo lo prega di smettere e ottiene come risposta un’alzata di spalle e un “Che ci vuoi fare, sono fatto così… tanto qualcuno pulirà”. “Tipico Italiano” risponde un altro ragazzo del gruppo.

La visita prosegue ed eccoci finalmente al pezzo forte, la vasca dei Protei!

Il Proteo, è un animale di cui si sa ancora veramente poco, ma quel poco è incredibile. Si tratta di un piccolo anfibio cieco dalle forme elegantissime, pare un piccolo drago, scoperto solo nel 1768. E’ di color rosa (se n’è scoperta anche una varietà nera); in cattività è ovoviviparo e in libertà è viviparo; campa fino a cent’anni, si nutre di plancton; è in grado di vivere trent’anni senza cibo e Il suo habitat è limitato a poche grotte europee appunto nell’area sloveno-triestina. L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, lo classifica come Vulnerabile, cioè ad alto rischio di estinzione. La vasca c’è, ma dei Protei nessuna traccia. La guida ci spiega che li hanno dovuti spostare, a causa dei flash e del lancio di monetine e sporcizia varia all’interno della vasca, da parte dei visitatori. Ora sono in un vivaio in una struttura accanto all’entrata della grotta, visitabile a pagamento. “Bella scusa, così ci fanno pagare due volte!” non manca di sottolineare lo stesso ragazzo dal click facile.

Ho chiesto all’IUCN come sono classificati gli idioti nella tabella di conservazione della natura. Mi hanno risposto che non sono nemmeno entrati in classifica: Peccato!

* Il Physiologus è una piccola opera redatta ad Alessandria d'Egitto, probabilmente in ambiente gnostico, tra il II e il IV secolo d.C. da autore ignoto. Essa contiene la descrizione simbolica di animali e piante (sia reali che immaginari) e di alcune pietre, i quali, presentati in chiave allegorica attraverso alcune citazioni delle Sacre Scritture, rimandano a significati metafisici inerenti le realtà celesti o il comportamento umano.

Pubblicato su BSnews.it per gli amici di Beppe Grillo di Brescia, Martedì 26 Agosto 2008.

Creative Commons License
Physiologus 1: Il proteo by Stefano Berardi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Permissions beyond the scope of this license may be available at http://uomoinmutande.blogspot.com/.